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causa della scarsa efficacia tecnica degli aratri medievali, in genere
si dovevano praticare più arature, almeno tre, prima di passare alla
semina. Per un podere con 3 ettari di campi arabili, il contadino che
potesse disporre di un paio di buoi, avrebbe impiegato quasi un
mese di lavoro a preparare i terreni. La forma
più elementare di aratro era formata da un palo dall'estremità
appuntita, indurita dal fuoco o ferrata, il semplice vomere che apriva
la terra.
Più tardi alla punta si affiancano due piani inclinati, a forma di
tetto, che servono ad allontanare la terra sollevata del solco.
L'attrezzo, tirato da uno o due buoi, dev'essere
tenuto nella migliore inclinazione per non impuntarsi e per non rimanere
troppo in superficie.
L'aratro a versoio è un perfezionamento di quello
semplice: il suo versoio preceduto dal coltro, una specie di
coltellaccio perpendicolare, fende e rivolta la terra, sotterrando erbe
e concime. Era già in uso ai tempi di Virgilio. |