Per far uscire
il chicco di grano dalla pula che lo circonda si usavano vari metodi,
secondo gli usi o il clima locale:
1. le fascine vengono calpestate da uomini o animali; 2. si distendono
le fascine sull'aia facendoci poi passar sopra un rullo o una tavola
carica di pietre; 3. si battono le fascine col correggiato, al coperto
se il clima minaccia pioggia.
Il lavoro è faticoso, condotto da tutta la famiglia: al solito i bambini
sono incaricati di recuperare le spighe abbandonate tra la paglia dopo
la trebbiatura; l'aria è carica di polvere, il calore insopportabile
(siamo in piena estate).
Il grano dev'essere poi separato da paglia e pula con la spulatura.
Il grano, finalmente pronto, viene messo nel granaio dove si cerca, in
ogni modo, di "proibire l'accesso" ai topi. Questo è il momento in cui
arriva l'agente del proprietario a prelevare i sacchi che gli spettano
(spesso metà del raccolto), e il rappresentante della parrocchia, che
preleva la "decima", dovuta alla chiesa. |