| La preparazione
del terreno iniziava con lo spargimento dei concimi naturali, in gran
parte composto dalle deiezioni umane, cioè quello che la famiglia del
contadino produceva ogni giorno col proprio intestino (pipì e popò, per
intenderci) e che veniva appositamente raccolto nelle concimaie assieme
alle deiezioni animali, raccolte dalle lettiere, lo strato di paglia che
veniva steso sul fondo delle stalle dove riposavano buoi o muli. Un
altro metodo di concimazione era la stabulazione degli ovini nei campi,
realizzata con un recinto mobile che veniva spostato periodicamente, in
maniera che le pecore distribuissero le loro deiezioni su tutto il
campo. Lo sterco del pollame e dei colombi era
un letame particolarmente apprezzato per gli orti.
Per far penetrare bene nel terreno i concimi bisognava
usare zappa o vanga, che permettevano un lavoro più accurato
dell'aratro. Si è calcolato che, in un'ora, il contadino poteva vangare
circa 20 mq di campo, e rivoltava quasi 8 tonnellate di terra.
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