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Bibliografie
Con gli occhi dei bambini
Il
corso si proponeva di offrire a genitori e nonni di bambini dai 3 agli 11
anni un’occasione per riflettere sul proprio ruolo e acquisire maggiori
capacità educative e relazionali.
Si articolava in 4 incontri, svolti nel
Novembre 2003 - Biblioteca Comunale / Centro di Documentazione Educativa del Comune di Bagno a Ripoli
> programma
PROPOSTE DI LETTURA
M. Ammanniti,
Crescere con i figli, Mondadori, 1997
E’ davvero più facile ora, per i genitori e per i figli, vivere insieme?
Davvero il mestiere di padre e di madre è qualcosa di istintivo? Davvero
basta ragionare con i bambini per convincerli a dormire e a mangiare, a non
fare giochi pericolosi, a comportarsi bene in mezzo agli altri? E, ancora, è
giusto lasciare agli adolescenti la libertà di scegliersi studi, svaghi e
compagnie, senza imporre loro consigli e prediche? L’autore, noto
psicoanalista e docente di psicopatologia, risponde che non è proprio così.
Se è innegabile che bambini e adolescenti non amano norme e divieti
perentori, è altrettanto innegabile che hanno bisogno di punti fermi, di
regole chiare e ragionevoli. E anche un po’ di severità, sia pure senza
arrivare agli eccessi del passato, serve a far loro distinguere che cosa è
effettivamente importante per la loro vita e il loro futuro. Poiché col
mutare della società è cambiata anche la famiglia, bisogna però ridefinire i
punti fermi, questo è l’obiettivo di Ammanniti che ci ricorda che non
possiamo più accontentarci del supporto della tradizione né affidarci
ciecamente ai dogmi degli “esperti” e ci esorta ad aprire gli occhi sulla
realtà di oggi e il cuore al bisogno di amore dei nostri figli.
Marcello Bernardi,
Ascoltare i bambini, Fabbri 2003
Le riflessioni di Marcello Bernardi guidano alla scoperta
"dell'universo-bambino" da zero a sei anni, ci aiutano a seguire le tappe
del suo sviluppo, a comprendere le sue piccole e grandi crisi, a rispondere
alle sue richieste con la giusta fermezza. Sempre nel rispetto della
personalità. Una passione che riesce a tramutare le ansie e i dubbi di tante
mamme e papà in consigli e suggerimenti per affrontare nel migliore dei modi
il mestiere più difficile del mondo: crescere un figlio.
Marcello Bernardi,
L’avventura di crescere : una guida per i
genitori di oggi,
Fabbri, 1996
L’autore descrive lo
sviluppo infantile a partire dalla nascita attraverso le tappe fondamentali:
la scoperta del mondo, la conquista, gli altri, la famiglia, la scuola,
l’adolescenza, l’appetito il sonno, la paura, la violenza, la censura, la
religione, lo sport … Con la sensibilità di chi ha trascorso molto tempo a
fianco di genitori e bambini, Bernardi ci aiuta ad affrontare con
responsabilità e coerenza, ma soprattutto con elasticità e apertura, tutte
le tappe della crescita, ricordando che insieme al bambino anche il genitore
cresce.
B.Bettelheim, Un
genitore quasi perfetto, Feltrinelli, 1987
Il messaggio fondamentale del libro è contenuto nel
titolo, il cui senso è di “non cercare di essere genitori perfetti, né
tantomeno aspettarsi che lo siano i nostri figli”. Il segreto per essere un
buon genitore, un genitore “quasi” perfetto, si può scoprire cercando di
comprendere le ragioni dei figli, provando a mettersi nei loro panni,
costruendo con loro un profondo e duraturo rapporto di comunicazione emotiva
e affettiva. E’ all’interno di questo scambio, sostanzialmente paritario,
che possono essere collocati e trovare soluzione tutti i problemi che via
via si presentano nella vita quotidiana della famiglia: dalle collere e dai
capricci della prima infanzia ai terrori notturni, dal rifiuto della scuola
alle ribellioni adolescenziali, dal problema della disciplina a quello delle
punizioni.
D. Canciani, B. Sartori, Crescere con
crescere senza : bambini e nuove famiglie : come essere genitori?,
Armando, 1998
Come crescono i bambini nei diversi contesti familiari? Come vivono il
processo di attaccamento alle figure adulte che permette loro, una volta
cresciuti, di andare per il mondo? Quali sentimenti provano dinanzi a
presenze totali, parziali, intermittenti dell'uno o dell'altro genitore?
Quali emozioni provano davanti all'assenza della madre o del padre? Questo
libro cerca di offrire sollievo ai genitori che vivono con troppa ansia i
problemi causati dai molteplici cambiamenti della famiglia.
Paolo Crepet, Voi, noi.
Sull’indifferenza di giovani e adulti, Einaudi, 2003
Molti di noi avvertono la percezione che qualcosa di
terribile rischia di inquinare i rapporti fra le generazioni, qualcosa di
ben peggiore dell'odio: l'indifferenza. Come combattere questo sentimento
che ha sicuramente a che fare con i più inquietanti fatti di cronaca di
questi anni, ma che identifica anche una rassegnazione che mina il benessere
di molte famiglie? Quale progetto siamo disponibili a pensare per una
comunità capace di recepire e avvalorare la creatività e il senso critico
delle giovani generazioni? Quale scuola, quale famiglia, quale città?
Francoise
Dolto, Le parole dei bambini e l’adulto sordo, Mondadori, 1988
Il libro, che è un'appassionata difesa del bambino dall'aggressione del
mondo adulto, suggerisce ai grandi una serie di consigli perché ne aiutino
lo sviluppo armonico della personalità, soprattutto imparando a comprenderne
il linguaggio. E' un libro che si legge con il piacere con cui si ascolta
una donna che è madre e nonna ma che ha anche cinquanta anni di pratica
terapeutica alle spalle.
Michel Ghazal, Mangia la minestra e …
taci! : un altro approccio ai conflitti genitori-figli, Gruppo
Abele, 1997
Come padre, l'autore di questo libro affronta quotidianamente discussioni
senza fine con i figli a proposito di alimentazione, televisione, telefono,
etc. Ma Michel Ghazal è anche, professionalmente, un esperto di
negoziazione, sperimenta e insegna metodi per comporre conflitti negli
ambiti più svariati. Così, non senza corre qualche rischio, ha provato a
gettare un ponte tra i suoi due "mestieri". Pochi ma chiari i principi:
educare non vuol dire addestrare, i figli meritano grande rispetto,
ascoltare e immaginare insieme, senza cedimenti, significa lavorare per
l'avvenire mentre si affronta il presente. Prendendo le mosse da un vasto
campionario di episodi di vita vissuta, egli si propone di mostrare ai
genitori come negoziare con i figli gli inevitabili conflitti quotidiani.
D. Goleman,
Intelligenza emotiva, Rizzoli, 1995
L'intelligenza emotiva consente di governare le emozioni e guidarle nelle
direzioni più vantaggiose; è la capacità di capire i sentimenti degli altri
al di là delle parole; spinge alla ricerca di benefici duraturi piuttosto
che al soddisfacimento degli appetiti più immediati e si può apprendere e
perfezionare imparando a riconoscere le emozioni proprie e quelle degli
altri. Questo nuovo linguaggio delle emozioni si potrà così insegnare ai
bambini, rimuovendo alla radice le cause di molti e gravi possibili
squilibri dell'età evolutiva.
Basta leggere le esperienze e gli esempi appassionati
raccolti da Goleman per scoprire che questi obiettivi sono alla portata di
tutti noi, e che tutti noi potremo usare la sua opera come una guida pratica
per il nostro comportamento e le nostre scelte.
Thomas Gordon, Genitori efficaci :
educare figli responsabili, La meridiana, 1997
Tutti incolpano i genitori dei problemi dei giovani e di
quelli che i giovani sembrano causare alla società. Ma chi aiuta i genitori?
Quanto impegno viene profuso nell'assisterli perché diventino più efficaci
nell'educare i figli? E come un genitore puo' scoprire i suoi errori e
conoscere le possibili alternative? Il contributo di questo libro sta
proprio nel dare risposte concrete alle domande che i genitori pongono. Una
ben sperimentata proposta di metodo affinché, attraverso le pratiche
educative del rispetto, dell'ascolto e della collaborazione nella soluzione
dei conflitti e dei problemi, anche quello della famiglia diventi un
creativo spazio di democrazia.
J. Gottman, Intelligenza emotiva per
un figlio : una guida per i genitori, Rizzoli, 1997
In tutto il mondo si è iniziato a parlare, negli ultimi
tempi, dell'intelligenza emotiva: una facoltà in cui il quoziente
intellettivo si fonde con virtù morali quali l'autocontrollo, la pervicacia,
l'empatia e l'attenzione per gli altri e che, opportunamente coltivata, puo'
permettere a tutti di condurre una vita migliore. L'applicazione più
importante di questa scoperta è, naturalmente, quella relativa
all'educazione dei figli. Come possiamo migliorare l'intelligenza emotiva
dei nostri figli per renderli più sereni e più forti di fronte alle
difficoltà e alla durezza della vira che li attende? A partire da uno studio
che dimostra come i figli di genitori bravi "allenatori emotivi" siano più
equilibrati, più disposti all'apprendimento, più felici, J. Gottman
distingue quattro tipologie di madri e padri e delinea per ciascuna le
linee-guida del miglior percorso di educazione emotiva.
Grazia Honegger Fresco, Facciamoci un
dono, La Meridiana, 1999
Il libro presenta 100 proposte per genitori e figli per
star bene insieme, a partire dalla nascita fino all'adolescenza. Secondo
l'autrice ai figli bisogna offrire vicinanza, attenzione, ascolto, calma,
possibilità di dialogo ma anche di sviluppo autonomo, incoraggiamento a
inventare e a costruire da soli. Da queste premesse scaturiscono le semplici
proposte del libro.
Grazia Honegger Fresco, Essere
genitori, Red Edizioni, 2003
Con la serenità, la saggezza e la competenza di chi è madre, nonna ed
educatrice di lunga esperienza, l’autrice di questo libro suggerisce alle
nuove mamme e ai nuovi papà come diventare genitori consapevoli e
rassicuranti, figure di riferimento stabili per il bambino, il più possibile
lontano dagli stereotipi oppressivi e fallimentari della famiglia-prigione:
in concreto significa come aiutare con interventi positivi il bambino nel
suo cammino, dalla più assoluta e totale dipendenza all’autonomia del
ragazzo, riconoscendolo, fin dalla nascita, come una persona e rispettandone
i diritti.
Grazia Honegger Fresco, Essere nonni.
Giochi, ricette e racconti per vivere con gioia accanto a un nipotino,
Red Edizioni, 2003
L'anziano reca con sé un intero mondo: memorie lontane, esperienze
irripetibili, ricordi di un tempo che per il bambino ha i colori della fiaba
e che, come la fiaba, alimenta la sua curiosità e arricchisce la sua
educazione alla vita. È proprio nel senso della continuità, tra un passato
di cui rimangono poche tracce e un futuro ancora aperto, che acquista valore
il legame, a volte faticoso ma sempre benefico per entrambi, tra nonni e
nipoti. Con un tono leggero, con la competenza di chi è educatrice, madre e
nonna, l'autrice propone riflessioni e testimonianze, ma anche giochi,
suggerimenti per essere nonni affettuosi, disponibili e consapevoli.
Franz Kafka, Lettera al padre,
Mondadori, 1972
L'autore analizza con toccante sincerità la storia del
suo dissidio con il padre, la cui figura prorompente e vitale non riesce ad
essere un modello per il bambino intimorito, il ragazzo fragile e sensibile,
per l'uomo che vive soltanto delle proprie "idee sublimi". E' un atto di
accusa a un tipo di educazione che impone le proprie regole senza
possibilità di appello ma al tempo stesso è un messaggio di rimpianto per
non essere riuscito a farsi accettare da lui.
A. Marcoli, Il
bambino nascosto, Mondadori, 1993
Sono due i bambini nascosti protagonisti di queste pagine: quello che sta
dietro ogni comportamento e sintomo infantile e quello che ognuno di noi
adulti si porta dentro, proiettandolo spesso inconsapevolmente sui bimbi che
ci camminano accanto nella vita. Il libro vuole aiutare a scoprire
attraverso la rielaborazione fantastica di effettive storie infantili come
ogni comportamento, dal punto di vista psicologico, si strutturi in maniera
del tutto inconscia nel mondo interno fin dai primissimi anni della nostra
esistenza. La fatica di crescere viene analizzata a partire da temi diversi
(l’abbandono dell’infanzia, la nostalgia, la perdita, il tradimento, la
paura), tutti ugualmente significativi del disagio infantile. Ed è così che
la scoperta del mondo interno di un bambino attraverso la riappropriazione
delle nostre stesse emozioni di una volta costituisce una valida chiave
d’accesso al mondo dei ragazzi, per poterli capire e aiutare meglio.
A. Miller,
Il
risveglio di Eva : come superare la cecità emotiva,
Raffaello Cortina, 2002
Non appena disubbidisce ai genitori, per lui simili a Dio, il bambino è
punito, e gli viene fatto credere che ciò avviene soltanto per il suo bene.
Ma cosa ne è della rabbia che è costretto a reprimere nel momento in cui
deve accettare che il maltrattamento sia addirittura un atto benefico? Le
prime esperienze emotive lasciano tracce e in età adulta, sottratte alla
coscienza, influenzano il nostro modo di agire. Di qui prende spesso origine
una spirale di violenza. Il libro di Alice Miller mostra come questo cerchio
infernale possa venire spezzato e come dalla conoscenza emotiva della
propria storia possa nascere una consapevolezza più profonda, a vantaggio
della generazione che vive oggi, e anche di quelle future.
A. Miller, La
persecuzione del bambino : le radici della violenza,
Bollati-Boringhieri, 1988
L'educazione reprime sempre la vitalità del bambino? Il processo pedagogico
nasconde in ogni caso un dramma silenzioso di umiliazioni e rivalse? Alice
Miller tenta di dare una risposta a queste domande, secondo lei infatti le
nevrosi non nascono soltanto dalle reali difficoltà o privazioni vissute
nell'infanzia, ma anche dall'impossibilità di dare espressione verbale o
mimica al proprio dolore, alla propria ira o alla ribellione di fronte alle
prevaricazioni subite. La Miller illustra i raffinati metodi di persuasione
occulta messi in opera nella nostra civiltà per indurre il bambino a
identificarsi con il progetto educativo del genitore. Il bambino costretto a
reprimere la propria aggressività non saprà da adulto reagire alle
ingiustizie sociali e potrà accettare senza opporsi le imposizioni di
sistemi totalitari: esempio estremo è il nazismo con la caratteristica
divaricazione tra la protervia dei capi e l'acquiescenza del popolo tedesco.
La Miller rievoca le vicende di tre personaggi a diverso
titolo esemplari: Hitler, J.Bartsch criminale degli anni '60, assassino di
bambini, Christiane F. autrice di un libro in cui ha rievocato la propria
esperienza di emarginazione e droga. In definitiva, l'educazione
costituisce sempre un mascheramento di reali rapporti di potere e di bisogni
propri dei genitori; l'unica possibilità per il bambino di crescere senza
traumi e di sviluppare le proprie potenzialità creative rimane legata a un
comportamento empatico e rispettoso dei genitori nei suoi confronti.
Anna Oliverio Ferraris, Crescere :
genitori e figli di fronte al cambiamento, Raffaello Cortina, 1992
La capacità di cambiare è un requisito indispensabile per chi voglia
svolgere consapevolmente la funzione di genitore, che consiste nel garantire
ai figli il raggiungimento di una reale autonomia dal nucleo familiare
d'origine. Una psicologa dell'età evolutiva indaga questo complesso e
delicato rapporto in cui genitori e figli, se vogliono partecipare al comune
processo di crescita, devono essere pronti a modificarsi.
Anna Oliverio Ferraris, Il terzo
genitore : vivere con i figli dell’altro, Raffaello Cortina, 1997
Nelle famiglie che si costituiscono tra partners separati
o divorziati nasce una nuova figura, non facile da impersonare, quella del
"terzo genitore". Ma qual è il ruolo di questa nuova figura familiare? Come
puo' trovare un'identità senza usurpare quella del genitore separato? Dove
inizia e dove finisce la sua libertà di intervento? Come deve reagire di
fronte a un bambino o un adolescente che non ne vuol sapere di lui (o lei) o
che, al contrario, si trova talmente bene nella nuova famiglia da suscitare
il risentimento dei genitori "veri"? E' possibile riuscire a superare i
conflitti, le gelosie, le reciproche diffidenze?
Anna Oliverio Ferraris, Paolo Sarti,
Antonella Conti, Sarò padre. Desiderare, accogliere, saper crescere un
figlio, Giunti, 2001
A che serve un padre? Qual è il nuovo ruolo che la compagna e la società si
aspettano da lui? La ricerca della parità nel rapporto di coppia va di pari
passo con un mutamento dei rapporti all'interno della famiglia che è vista
sempre meno come un'organizzazione di statuti e di ruoli e sempre più come
un luogo di scambi affettivi, coesistenza di identità individuali, sviluppo
e realizzazione personale. Gli uomini si trovano sempre più coinvolti in una
paternità immediata e diretta e non, come avveniva in passato, in una
paternità a distanza (autoritaria e simbolica) e posticipata all'adolescenza
dei figli.
Anna Oliverio Ferrarsi, Le domande dei
bambini, Rizzoli, 2003
I bambini ci rivolgono spesso domande davanti alle quali ci troviamo in
difficoltà. Riguardano le questioni ultime, i fondamenti dell'etica, l'amore
e il sesso. Sono domande difficili perché riguardano questioni fondamentali
che spesso noi per primi preferiamo evitare, e per le quali facciamo fatica
a "trovare le parole giuste", quelle che riescono a toccare il cuore e la
mente dei bambini. Anna Oliverio Ferraris passa in rassegna tutte le domande
più comuni dei bambini e propone alcune tracce di risposta, a seconda delle
diverse età.
Asha Phillips, I no che aiutano a
crescere, Feltrinelli, 1999
Un neonato strilla, un bambino vampirizza la madre, un
adolescente sta fuori casa fino a notte fonda: le situazioni in cui padri e
madri sono più frastornati sono probabilmente quelle in cui sentono di dover
dire di no e insieme temono di farlo, convinti che un diniego malposto possa
avere conseguenze drammatiche sulla serenità dei loro figli. Eppure le
piccole frustrazioni motivate fanno parte della vita, aiutano a riconoscere
i confini tra l'io e il mondo, permettono di imparare a controllare gli
impulsi, a dominare l'ansia che nasce dall'attesa, a sopportare le
avversità. Il libro si propone di fornire le indicazioni utili a decifrare
come, quando e perché è importante dire di no. Per ogni età esistono infatti
degli snodi particolarmente importanti, il cui superamento avvia un
cambiamento positivo nello sviluppo della personalità, il cui mancato
riconoscimento puo', al contrario, innescare dinamiche onnipotenti e
autocentrate. Un no detto al momento giusto puo' quindi essere il punto di
partenza per una crescita equilibrata e felice.
Francesco Tonucci, La solitudine del
bambino, La nuova Italia, 1995
Oggi il bambino vive una sofferenza profonda e inedita:
la solitudine. Il bambino è solo perché sempre più spesso è figlio unico. E'
solo perché vive in una casa-fortezza, perché viene educato alla diffidenza
nei confronti degli altri, perché non ha spazi dove poter giocare con amici
scelti autonomamente. E' privato del suo tempo: le ore libere vengono
infatti assorbite dalla televisione, nuova, efficiente ed economica
baby-sitter che lo trasforma in un formidabile consumatore. Il bambino è
sommerso di giocattoli, non più considerati strumenti per giocare, ma
oggetti per compensare i sensi di colpa degli adulti. E' possibile che i
bambini si sentano meno soli? Come, a partire dai bambini, modificare la
vita nelle nostre città?
Giuliana Ukmar, Se mi vuoi bene, dimmi
di no, Franco Angeli, 1997
Questo libro si pone come una sorta di vocabolario tra generazioni che
parlano lingue diverse. Un aiuto per genitori che mille motivi hanno portato
a perdere per strada il loro ruolo, per quelli che ancora non l'hanno
assunto, ma anche per nonni, insegnanti, educatori. I ragazzi vogliono
sapere come "funziona" il mondo e la famiglia è la prima palestra, quella
dove si allenano per non prendere, dopo, delle "facciate" troppo dolorose.
Giuliana Ukmar,
Firmato : una mamma in pena : domande, risposte e confidenze per genitori
in difficoltà,
Franco Angeli, 2001
L'autrice, neuropsichiatra e terapeuta della famiglia, ha
una lunga esperienza di lavoro con i genitori sui temi dell’infanzia e
dell’adolescenza. In questo libro ha raccolto le sue risposte ai più comuni
dubbi e alle domande più interessanti che le sono state rivolte "via
lettera" da genitori (ma anche nonni, insegnanti, baby sitter) in
difficoltà. Nessuna pretesa di ricette magiche, ma il desiderio di trovarsi
al fianco di papà e mamme, che spesso, di fronte a un problema che li
spaventa, tendono alla negazione o all'immediata delega agli specialisti. Un
libro di facile e piacevole lettura che aiuta a riflettere su alcuni dei
problemi comuni a molti.
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