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La famiglia del
mezzadro vive mangiando pane, farinate, polente, minestre, erbe,
qualche frutta del podere. Solo di rado compare la carne, al massimo
una volta la settimana.
Si cucina direttamente nel camino (qui siamo in un'osteria), e nel
focolare: un piano di mattoni dove sono i fornelli: buchi dove viene
acceso un fuoco di carbonella e brace, e sul quale si poggia la
pentola.
La massaia è costretta a passare molto tempo davanti ai fornelli,
per sorvegliare il fuoco (che va continuamente attizzato sventolando
un ventaglio) e curare la pietanza: non si può rischiare di sciupare
quel poco che si ha a disposizione.
La famiglia poi è numerosa e dar da mangiare a tutti è un compito
gravoso. |
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Il corredo della cucina è
povero: fatto i orci, cocci in terracotta e qualche pentola di rame.
Nelle grandi occasioni compare anche una zuppiera in ceramica e
qualche pezzo del "servito buono". |
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La famiglia del
mezzadro produce il pane per sé, di solito una volta alla settimana.
Ogni cucina ha la madia, una specie di cassa dove si tiene la
farina, e il coperchio si usa per impastare il pane, che poi viene
cotto nel forno a legna. |
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