Itinerario Didattico nel Paesaggio della Mezzadria 
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Istruzioni per l'uso

  istruzioni per l'uso 

L’itinerario proposto parte dalla Scuola Elementare del Padule, presso Bagno a Ripoli, passa da Rimaggio, dove sorge un’altra Scuola Elementare, e termina al plesso elementare della Croce di Varliano.
Si tratta di un percorso utilizzabile quindi dagli alunni delle tre scuole, i cui docenti dovrebbero preventivamente sperimentare per verificarne i tempi di percorrenza e la direzione ottimale, in funzione anche del possibile uso di scuolabus per portarsi alla partenza o per farsi recuperare all’arrivo.

Descriviamo l’itinerario con partenza dalla scuola del Padule e arrivo alla Croce a Varliano, con un percorso prevalentemente in salita: pur essendo più faticoso, permette di mantenere una velocità più controllata del gruppo e di soffermarsi più agevolmente a commentare i punti di interesse. Le strade scelte sono percorse da un traffico limitato ma, in ogni caso, bisognerà evitare di soffermarsi coi ragazzi dietro a curve o in luoghi poco visibili e mantenere una certa vigilanza sul possible arrivo di qualche auto.
Purtroppo le trasformazioni della campagna intorno a Bagno a Ripoli hanno portato alla chiusura di tante strade campestri e ridotto le possibilità di scegliere percorsi più protetti.

E' consigliabile che gli insegnanti provino preventivamente il percorso per verificarne i tempi di percorrenza, i punti di interesse, le eventuali difficoltà connesse alle condizioni del terreno: ci riferiamo soprattutto al tratto finale che collega il mulino alla Scuola di Croce di Varliano. La salita nel bosco e il tratto di strada campestre vanno percorsi con terreno asciutto. In alternativa si può evitare questo tratto tornando sulla strada asfaltata e salendo fino alla Croce a Varliano.

Abbiamo segnalato alcune delle cose che si possono vedere, ma altre dipendono dalla stagione in cui si svolge l’itinerario.

Alcune cose che non abbiamo segnalato ma, probabilmente, si possono incontrare nei dintorni e si prestano ad un approfondimento coi ragazzi:

- i gelsi, grandi piante frequentemente potate, servivano a produrre la foglia per l’allevamento del baco da seta, che molte famiglie di mezzadri esercitavano in piccolo per trarre un piccolo reddito supplementare (soprattutto a partire dall’Ottocento), li troviamo nei pressi delle case coloniche;

- la classica piantata > un campo con filari di viti sostenute da aceri alternate a olivi e, nel mezzo, lo spazio per seminare il grano (era l’uso del suolo più diffuso, fino a 5° anni fa, ma ormai è quasi totalmente scomparso);

- gli animali da cortile > polli, galline, anatre, oche, erano un’importante risorsa alimentare per la povera famiglia contadina, dove non si mangiava quasi mai carne. La mezzadria intorno a Firenze era specializzata nella coltura della vite, dell’olivo e del grano: l’allevamento dei bovini non era diffuso, anche a causa della mancanza di spazio da destinare ai prati per il fieno. I buoi servivano solo come “trattori” e i vitelli si vendevano ai proprietari del podere (a cui spettavano già per metà).

- i giaggioli, coltivati sui cigli dei muri a retta, negli angolini estremi, per essere poi seccati e venderne le radici alle profumerie.

Comunicateci critiche, commenti e suggerimenti.


  mappa parziale con cose notevoli 


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