Documento
Progetto Integrato di Area - anno scolastico 2000-2001

Premessa

Con il progetto integrato di area presentato e realizzato nell’anno 2000 si è concretamente avviato nei sei Comuni del Chianti Fiorentino un importante processo di integrazione delle politiche educative. Al Centro Territoriale di Bagno a Ripoli si sono affiancati i due nuovi poli di San Casciano/Barberino V.E./ Tavarnelle V.P.ed Impruneta/Greve, creando le premesse per un efficace sistema integrato capace di coinvolgere tutti i soggetti impegnati in ambito educativo nell’area.

Il processo iniziato ha però un grande bisogno di consolidarsi, di sedimentare, di metabolizzare appieno i passi compiuti, i cambiamenti intrapresi. C’è una forte necessità di rendere maggiormente omogenei i percorsi intrapresi, di aspettare chi ha avuto - per cause diverse – maggiori difficoltà ad accogliere un nuovo modo di lavorare.

Per questo motivo si è scelto di presentare un piano per l’anno 2001 che non si discosta significativamente nei contenuti e nel metodo da quello dell’anno precedente, che comunque tiene conto dei forti mutamenti che attraversano il mondo dell’istruzione (riforma dei cicli, attuazione dell’obbligo formativo, accordo Stato-Regioni sull’educazione degli adulti, legge 62/2000 sulla parità scolastica e il diritto allo studio per citarne solo alcuni).

Siamo però anche consapevoli che il P.I.A. presentato nel 2000 era fortemente innovativo, quanto al metodo se non relativamente ai contenuti. Il Centro di Documentazione Educativa di Bagno a Ripoli, uno dei primi Centri in Toscana e certamente tra i più attivi, si è evoluto in un sistema territoriale che consta di tre poli ampliando il suo campo di intervento e le risorse complessivamente messe a disposizione del sistema di istruzione territoriale.

Il nuovo Piano di indirizzo regionale nel settore dell’istruzione raccoglie in pieno il ruolo dei Centri territoriali destinati ad essere un irrinunciabile “strumento di supporto alla scuola autonoma, per la sua piena integrazione col territorio ed elevare la qualità dell’istruzione e l’educazione”. Il Piano di indirizzo individua anche le principali funzioni attribuite ai Centri nel settore dell’istruzione:

È con grande soddisfazione che possiamo registrare una sostanziale sovrapposizione con le funzioni previste dal nostro P.I.A. del 2000 anche se innegabilmente non tutte sono state concretamente attivate.

Sono inoltre in corso ulteriori sviluppi che spingono verso un potenziamento dei Centri territoriali:

  1. l’istituzione sta progettando una analoga organizzazione di supporto attraverso la costituzione di Centri Servizi per le Istituzioni scolastiche (CIS) e lo stesso Piano di indirizzo regionale sottolinea come le due articolazione organizzative (Centri territoriali e C.I.S.) debbano muoversi in sintonia “fino a prevedere soluzioni congiunte da definirsi con specifiche intese con la Direzione scolastica regionale”;
  2. il nuovo sistema per l’educazione degli adulti prevede l’attivazione di Comitati Locali affiancati da strutture di supporto tecnico-organizzativo che, “in relazione a scelte organizzative operate dalla Conferenza dei Sindaci, possono assumere la forma di veri e propri Centri Servizi e documentazione educativi”.

Sono dunque molte le spinte verso la creazione, o il potenziamento ove già esistenti, di luoghi fisici delle interrelazioni sistematiche, nodi della rete che possano funzionare da “cabina di regia delle integrazioni”.

La strada che abbiamo intrapreso sembra quella giusta e sono molte le conferme arrivate. Il metodo avviato ha inoltre iniziato a dare i suoi frutti. Anche se ancora gli investimenti in termini di tempo, risorse ed energie probabilmente superano i risultati ottenuti, tutto il territorio si sta trasformando da un’organizzazione per sistemi chiusi ad una organizzazione di rete il cui obiettivo è costituito da risposte efficaci e differenziate ai diversi bisogni dell’utenza.

Non tutti i soggetti coinvolti sono pienamente consapevoli del cammino intrapreso: il percorso sembra così ad alcuni eccessivamente faticoso ed articolato, altri lo vivono in senso strumentale, vi sono anche soggetti che preferiscono stare ai margini. Del resto ottenere integrazione in un periodo di forti cambiamenti è un processo ancor più difficile. Da qui l’esigenza di rispettare i tempi di tutti gli attori coinvolti, senza strappi né fughe in avanti da parte di pochi.

Sarà magari opportuno prevedere una adesione che possa procedere a due velocità:

Questa soluzione si rende necessaria anche per un problema di rispetto dei tempi della programmazione. Una delle difficoltà maggiori nella gestione del progetto integrato del 2000 è, infatti, stata la necessità di raccordare le esigenze di soggetti che hanno tempi di pianificazione e decisione estremamente diversificati. Accordare i tempi della Regione, Provincia, Enti Locali, Scuola ed altre agenzie formative è possibile solo con una totale e attiva volontà di collaborazione. In una tale situazione aspettare tutti può significare la paralisi. Dunque il rispetto dei tempi può in questo caso meglio conciliarsi con due differenti percorsi di partecipazione.

Anche perché se il nostro progetto di area sceglie di fermarsi per un anno è innegabile che l’orizzonte intorno si amplia sempre più: lifelong learning, sviluppo dei servizi di orientamento, ampliamento del concetto di formazione. In questo quadro non è possibile né giusto vincolare i soggetti più pronti a recepire il cambiamento a percorsi che hanno l’obiettivo primario di coinvolgere tutti. L’integrazione non deve mai essere un freno. Il sistema dell’istruzione e della formazione è un treno in corsa dove sono innumerevoli le forze centripete e i Centri territoriali dovranno trasformarsi in calamite di ben altra potenza per riuscire a ricondurle in un’ottica di vera pianificazione integrata, ad un reale sistema integrato di istruzione, formazione, educazione permanente.

La scuola in questo quadro è forse il soggetto che vive gli stravolgimenti maggiori e che dunque deve superare le maggiori difficoltà:

Parallelamente anche l’Ente Locale ha visto profondamente mutato il suo ruolo: “agli EE.LL. è chiesto di andare oltre il loro ruolo tradizionale di erogatori di beni e servizi per assumere sempre più quello di una cura delle scuole che favorisca una crescente qualità dei percorsi educativi”. Sembra una sfida piena di promesse che nasconde però rilevanti problemi in ordine alle risorse, alle professionalità e non ultime alle competenze.

Proprio intorno alle competenze si annidano i problemi maggiori laddove lo sfumarsi di confini ormai consolidati rischia di favorire sconfinamenti, incomprensioni e sovrapposizioni tra i diversi soggetti coinvolti. Un reale rispetto delle competenze non può basarsi oggi su rigidità, arroccamenti o dichiarazioni di principio; è piuttosto necessaria una disponibilità, laica e priva di pregiudiziali, a mettersi in gioco con le proprie risorse e professionalità, accettando un sereno confronto intorno a obiettivi chiari e definiti, utilizzando a pieno strumenti e luoghi di coordinamento ed integrazione quali il Centro Risorse e Servizi Educativi del Chianti Fiorentino.

 

A) ATTUAZIONE DEL PROGETTO INTEGRATO DI AREA DEL CHIANTI FIORENTINO anno 1999/2000

 

Il Progetto Integrato di Area presentato nel 1999, confermato e specificato per il 2000, aveva come obiettivo principale quello di “favorire il successo scolastico e formativo dei giovani attraverso una maggiore qualificazione dell’intervento educativo”.

Per il perseguimento di tale obiettivo, era previsto che si lavorasse contemporaneamente in più direzioni che andavano ad integrarsi fra di loro:

  1. costituzione di un Centro Risorse e Servizi Educativi articolato in poli territoriali al fine di realizzare luoghi di incontro e di lavoro fra scuola, istituzioni locali ed extrascuola per la messa a punto di interventi diversi e per la raccolta, socializzazione-circolazione di esperienze e progetti.
  2. analisi e definizione dei compiti che il Centro è chiamato a svolgere e individuazione di campi di indagine e di attività significative sia rivolte agli insegnanti per accrescere la loro professionalità, sia rivolte direttamente alle scuole per creare occasioni atte a perseguire lo scopo di favorire il successo scolastico e formativo dei giovani attraverso una maggiore qualificazione dell’intervento educativo. Ricordiamo l’indagine fatta sui POF delle scuole di tutto il territorio e la scelta di occuparsi dei laboratori e della didattica di laboratorio come argomento o problematica idonea per una riflessione comune su alcuni dei caratteri di rinnovamento del fare scuola che ci sembrano essenziali.

1. ASPETTO STRUTTURALE

Nell'anno 2000 è rimasta stabile la composizione dell'équipe di area (due Dirigenti scolastici e due rappresentanti delle Amministrazioni locali, con la collaborazione del Centro di Documentazione di Bagno a Ripoli e della prof.ssa Elena Dal Pino, assessore alla P.I. del medesimo Comune) e la consulenza della dott.ssa Carla Grazzini Hoffmann per il coordinamento del lavoro di progettazione interistituzionale fra i Comuni e le Scuole del Chianti F.no.

L’équipe di area ha indicato come prioritarie tre azioni:

Sono state definite le sedi dei poli di San Casciano V.P./Barberino V.E./Tavarnelle V.P. e Greve/Impruneta e sono stati individuati dai Comuni i relativi operatori.

Il Centro di Bagno a Ripoli, avendo già una lunga esperienza di lavoro, ha organizzato alcuni incontri con gli operatori suddetti, sia per esaminare le attività che un centro può svolgere, sia per analizzare materiali allo scopo di definire parametri comuni per la documentazione che successivamente dovrà essere disponibile in rete. Sono stati anche visitati altri Centri della Toscana.

I due nuovi poli hanno iniziato la loro attività organizzando gli interventi formativi previsti per insegnanti e genitori e mantenendo il collegamento tra comuni e referenti delle scuole relativamente alla gestione dei laboratori.

2. ASPETTO CONTENUTISTICO

2.1 Laboratori

E’ stata confermata la scelta di campo dichiarata nel PIA 2000 di occuparsi della didattica laboratoriale in quanto è considerato uno dei temi che può

Su questo tema è stato organizzato un intervento di formazione che si è articolato in due fasi: una comune per tutta l’area e una specifica per i tre poli.

La fase comune di aggiornamento si è posta i seguenti obiettivi:

  1. individuare gli elementi essenziali di un’attività laboratoriale dal punto di vista organizzativo, gestionale, metodologico e relazionale;
  2. conoscere e analizzare alcune esperienze significative di laboratori realizzati sia nelle scuole e nel territorio del Chianti Fiorentino che in altre realtà;
  3. analizzare il rapporto tra discipline e didattica laboratoriale.

 

Negli incontri conclusivi effettuati lo scorso anno con i rappresentanti delle scuole e degli enti locali erano stati definiti i parametri essenziali da tener presenti per l’individuazione dei laboratori dei quali il P.I.A. doveva interessarsi:

Per quanto riguarda i contenuti, si dichiarava una preferenza per quelli che potevano trovare motivi di sviluppo anche nell’extrascuola. Dall’analisi dei POF e dalle discussioni svolte nei gruppi di lavoro, era emerso che potevano essere individuate quattro aree preferenziali o ambiti tematici comuni per le scuole delle diverse zone:

Seguendo quindi la direzione di lavoro individuata, nel presente anno scolastico tutte le scuole del territorio sono state informate della possibilità di avere un sostegno per quei laboratori che rispondessero a questi ambiti tematici e alle caratteristiche definite.

Allo scopo di rilevare le richieste ed avere contemporaneamente una prima informazione sulla tipologia dei laboratori proposti all’attenzione, è stata realizzata e distribuita una specifica scheda ( vedi allegato 1 ) che aveva lo scopo di rendere omogenei, e quindi leggibili da parte di chiunque, una serie di dati e informazioni sulle esperienze di didattica laboratoriale che si intendevano realizzare nelle scuole dell’area; doveva inoltre servire a costituire una prima guida per la riflessione su ciascuna esperienza e per la sua successiva documentazione (sia dell’eventuale prodotto realizzato che del percorso seguito) e sollecitare gli insegnanti a riflettere, più che sui contenuti trattati, sulle metodologie di lavoro adottate con i ragazzi, sulle forme di interazione e collaborazione avviate con i colleghi della classe e sul rapporto con altre classi (nel caso in cui il progetto le coinvolgesse), sulle diverse modalità di valutazione e di verifica e sulle modalità di coinvolgimento e informazione dei soggetti esterni alla scuola (territorio, famiglie, ecc.).

L’analisi delle schede e dei relativi progetti è stata fatta solo in funzione della preparazione degli incontri con gli insegnanti rappresentanti delle scuole interessate, senza alcuna intenzione di procedere a forme di selezione. Per questo primo anno, infatti, tutti i progetti che rientravano nelle tematiche indicate sono stati accettati, anche se non sempre erano del tutto coerenti con i criteri definiti per la scelta dei laboratori da sostenere.

Abbiamo ritenuto che fosse importante iniziare ad avere un rapporto con tutte le realtà scolastiche presenti nell’area, anche se siamo convinti che per arrivare ad una vera collaborazione fra i vari soggetti che operano sul territorio ci sia da percorrere una lunga e complicata strada, con tanti problemi da risolvere su cui intendiamo lavorare attraverso

il PIA 2001.

Sono stati avviati i progetti relativi alle aree tematiche della musica, del teatro e della didattica del territorio e, per dare agli insegnanti l’opportunità di una riflessione più approfondita, sono stati incaricati tre esperti per il coordinamento del lavoro dei laboratori:

Ogni coordinatore ha avuto tre incontri con gli insegnanti rappresentanti delle scuole durante i quali, oltre ad avere uno scambio di idee sui progetti presentati, sono stati rilevati anche bisogni, disagi ecc. e sono stati presi accordi per la produzione di materiale di documentazione delle esperienze condotte.

Il progetto di lavoro sulla didattica interculturale è stato indicato come tema trasversale e in ogni polo sono state organizzate o sono in fase di elaborazione delle specifiche attività laboratoriali.

Programma dell’attività laboratoriale:

CENTRO DI BAGNO A RIPOLI

- 1° Circolo Didattico:
Laboratorio storico-scientifico per lo studio del territorio. Laboratorio per insegnanti (tutti, esclusi quelli delle classi prime) avente come scopo quello di predisporre materiali per la didattica del territorio ad uso di tutto il circolo. Gli insegnanti hanno lavorato suddivisi in tre gruppi, che proseguiranno anche nel prossimo anno scolastico, con la sperimentazione nelle classi del materiale prodotto.

- 2° Circolo Didattico:
Progetto di Educazione ambientale. Interventi per la conoscenza del territorio dal punto di vista storico (collaborazione di esperti). Hanno partecipato tutte le classi terze e quarte del circolo. Il lavoro proseguirà nel prossimo anno scolastico.

- Scuola media “F. Redi”:
All’ombra degli ulivi c’era una volta un lago;
Progetto territorio
Progetto ipertesto: “Architetture medioevali nel Comune di Bagno a Ripoli”.
Studio del territorio che ha visto la partecipazione di 18 classi con la collaborazione di esperti.

 

CENTRO DI SAN CASCIANO / TAVARNELLE / BARBERINO

- Scuola media “I. Nievo”:
Laboratorio teatrale di animazione, giocoleria, spettacolo. Interventi sulle classi svolti dagli operatori della Associazione AMALTEA.
Percorsi di intercultura – la scuola nel mondo. Interventi/conferenza di vari esperti.

- Scuola elementare San Casciano:

Laboratorio Armoniosa convivenza nella multiculturalità. Interventi sulle classi con la collaborazione di un esperto.

- Istituto Comprensivo di Tavarnelle/Barberino:
Laboratorio teatrale. Interventi sulle classi della scuola media svolto dagli operatori della Associazione AMALTEA.
Dentro la magia del suono. Interventi sulle classi delle scuole materne ed elementari con operatori della scuola di musica di Tavarnelle.
Ciclo di films sui temi dell’intercultura con l’Associazione del cinema Olimpia.

CENTRO DI GREVE / IMPRUNETA

- Istituto Comprensivo di Greve (fascia di età della scuola media):
Laboratorio teatrale per ragazzi (collaborazione tra scuola e compagnia teatrale "Il Cardigan").
Elementi di scenografia e spazio scenico. Laboratorio per ragazzi: lezioni teoriche e realizzazioni pratiche (con la collaborazione di un esperto).
Laboratorio musicale: educazione motoria e musicale, ricerca di brani musicali ed elaborazione finalizzata alla messa in scena teatrale con la collaborazione di un esperto.

- Istituto Comprensivo di Greve (fascia di età della scuola media ed elementare):
Una scuola per tutti: interventi formativi e inserimento scolastico dei bambini stranieri: laboratorio a cura dell'associazione ARCI.
- Istituto Comprensivo di Greve (fascia di età della scuola elementare):
Progetto teatro - scuola: laboratorio per ragazzi realizzato con la collaborazione di un esperto.
Analisi del testo e realizzazione scenografica: laboratorio per ragazzi di letture e realizzazioni pratiche con la collaborazione di un esperto.
Musica ed espressione: laboratorio con la collaborazione della Scuola Comunale di musica.

- Istituto Comprensivo di Greve (fascia di età della scuola dell'infanzia):
Lezioni di teatro: laboratorio di animazione corporea ed elaborati scenici con la collaborazione di un esperto.
Progetto gioco-musica "Il nonno cantastorie": ricerca di canti della tradizione popolare con la collaborazione degli esperti del progetto "Alice”.

- Istituto comprensivo di Impruneta (fascia di età della scuola elementare):
Laboratorio musicale con la collaborazione di un esperto.
- Istituto comprensivo di Impruneta (fascia di età della scuola dell'infanzia, elementare e media):
Laboratorio teatrale, con la collaborazione dell'associazione "Vieniteloracconto".
Laboratorio di didattica del territorio, con la collaborazione della cooperativa "Le rose", l'Istituto Agrario di Firenze, associazione "Archeoprogetti", associazione "Tethis".

2.2 Attività formative per gli insegnanti

In questo anno scolastico sono stati attivati dai diversi poli del Centro i corsi e i seminari di aggiornamento previsti per gli insegnanti.

CENTRO DI BAGNO A RIPOLI

Interventi per la prevenzione del disagio

Interventi di tipo metodologico e per la costruzione del curricolo

L’educazione scientifica nella scuola di base prof. Fiorenzo Gori:
iIncontri per un totale di 20 ore per la progettazione di un curricolo per l’insegnamento delle scienze in un’ottica di continuità fra scuola materna e scuola elementare.

La didattica laboratoriale prof. Fiorenzo Gori:
incontri seminariali per l’individuazione degli elementi essenziali di un’attività laboratoriale sia dal punto di vista organizzativo-gestionale che metodologico.

Interventi per la conoscenza del territorio

Il territorio di Bagno a Ripoli ieri e oggi prof. Giovanni Cherubini:
due incontri seminariali tesi ad approfondire i contenuti storici, geografici, antropologici relativi al territorio.

Interventi per l’area espressiva

Alfabetizzazione teatrale dr.ssa Elena Carloni:
incontri per la durata di 25 ore finalizzati ad una prima conoscenza tecnica dei meccanismi dell’evento teatrale e a sperimentare il potenziale espressivo e relazionale del mezzo scenico.

Alfabetizzazione teatrale: corso di approfondimento dr.ssa Marta Monnecchi:
incontri per un totale di 16 ore per consolidare l’acquisizione delle varie tecniche teatrali di base al fine di poter condurre esperienze di teatro con i ragazzi.

Tutti i corsi hanno visto lavorare insieme insegnanti dei diversi ordini di scuola.

CENTRO DI SAN CASCIANO – TAVARNELLE V.P. – BARBERINO V.P.

Interventi per l’area espressiva
Armonia di suoni, movimenti, gesti….parole. Formazione/aggiornamento con la dr.ssa M.Monnecchi.

CENTRO DI GREVE - IMPRUNETA

Interventi per la prevenzione del disagio
I disagi dell'apprendimento scolastico (organizzato per gli insegnanti dell'Istituto comprensivo di Greve - settembre 2001).
Interventi per l’area espressiva
Didattica della musica (organizzato per gli insegnanti della fascia di età della scuola elementare dell'Istituto comprensivo di Impruneta - settembre 2001).

2.3 Attività formative per i genitori

Sono state organizzate dai poli del Centro anche le attività previste per i genitori:

CENTRO DI BAGNO A RIPOLI

Corso sui temi della comunicazione educativa e dell’ascolto dei figli, sig.ra F. Maggi.

CENTRO DI SAN CASCIANO – TAVARNELLE V.P. – BARBERINO V.P.

La relazione genitore/figlio, riflessioni sul ruolo, le competenze, i bisogni e i compiti dei genitori: 9 corsi condotti da G.Stefanini, F.Maggi, M.Bombicci, G.Scopetani, E.Bartolozzi, F.Berna, S.Rossi, N.Nelli, M.Cappelli.
Innocenza e turbamento, Conoscersi per capirsi, Relazione e affettività, Separarsi per crescere: 4 corsi di approfondimento.
La relazione adulto-bambino: .4 incontri con la dr.ssa M.Gentilini e il dr.G.Piagentini.

2.4 Attività formative per genitori e insegnanti insieme

CENTRO DI BAGNO A RIPOLI

Incontri sulle tematiche dell’orientamento e della riforma dei cicli condotti dal prof.A.Monasta, Università di Firenze e dalla dr.ssa S. Rogialli, ASL 10.
Corso sulle relazioni sociali e la prevenzione delle prepotenze a scuola condotto dalla dr.ssa E. Giannetti, Università di Firenze.

CENTRO DI GREVE - IMPRUNETA

Interventi sul disagio scolastico (Impruneta) condotti dalla dr.ssa S. Rogialli ASL 10.

3. ANALISI DEI NODI PROBLEMATICI INDIVIDUATI NEL LAVORO SVOLTO

Innanzi tutto abbiamo riscontrato delle difficoltà relative ai “tempi”. Occorre che le scuole possano tener conto del PIA e delle possibilità che esso offre in tempi utili per inserire i progetti dei laboratori nei POF e nelle specifiche programmazioni.

Ci sembra opportuno ampliare ulteriormente il rapporto con tutte le componenti dell’istituzione scolastica sia in termini di approfondimento degli obiettivi che di partecipazione alle varie fasi del lavoro.

Occorre anche una maggiore chiarezza dei ruoli e dei rapporti che possono esservi fra scuole / gruppi di lavoro / centri risorse / istituzioni locali. Per esempio, occorre lavorare nell’ottica di superare una percezione dell’Ente locale come semplice elargitore di risorse finanziarie: se da un lato va assicurata l’autonomia delle scuole nelle scelte didattiche ed educative, dall’altro va sviluppata una capacità di confrontarsi e collaborare per la creazione di servizi a supporto dell’attività scolastica, che ancora si riscontra in maniera disomogenea nelle diverse realtà.

Una difficoltà legata a quanto sopra detto, riguarda la scarsa abitudine da parte degli insegnanti di produrre materiali che documentino il lavoro svolto e che possano servire per far circolare idee ed esperienze. Se si nota un certo interesse per attingere a fonti documentarie già presenti nei Centri (almeno a Bagno a Ripoli), si riscontra spesso un atteggiamento riluttante, o almeno dubbioso, di fronte alla richiesta di produrre o di socializzare documentazioni sul proprio lavoro.

La diversità delle situazioni suggerisce anche un ripensamento su come dare seguito al progetto di attuazione del PIA. Sebbene si sia cercato di tener conto degli interessi specifici delle scuole dislocate nelle diverse zone del territorio, individuando ambiti di sviluppo dei laboratori che rispondessero ad attività già presenti o comunque già in progetto, abbiamo visto che le esigenze delle scuole possono essere di natura molto diversa. Per esempio, in alcuni casi si tratta di laboratori che esistono già da molto tempo per cui sia le competenze degli insegnanti, sia la dotazione di attrezzature, materiali ecc. sono di un certo tipo; in altri casi si tratta di esperienze più recenti o completamente nuove che hanno quindi necessità di un sostegno su più piani, dalle attrezzature alla formazione degli insegnanti.

La scelta delle collaborazioni con enti, gruppi, associazioni o esperti viene fatta, di frequente, autonomamente dalle scuole: ci sembra che per perseguire quell’integrazione degli interventi che sta a fondamento del PIA sia necessario (così come previsto dal progetto) ricercare momenti di confronto e di scambio con il contributo e la presenza dei diversi soggetti coinvolti (Enti locali, gruppi di lavoro del PIA, Istituzioni scolastiche).

B) OBIETTIVI DEL PROGETTO INTEGRATO DI AREA PER L’ANNO 2001

Affinché il progetto 1999/2000 possa essere compiutamente realizzato, l’équipe di area ha valutato l’opportunità di proseguire le attività previste anche nell’anno 2001, al fine di:

In ognuna delle attività fra quelle previste verrà puntualizzato l’aspetto della relazione educativa e della comunicazione fra adulti e ragazzi e fra ragazzi e ragazzi che consideriamo un aspetto trasversale ed essenziale per favorire processi di insegnamento-apprendimento significativi che si pongano l’obiettivo di favorire il successo scolastico.

1. AZIONI

1.1 Integrazione scuola-territorio

Attraverso incontri seminariali, sarà curato più puntualmente il rapporto con i Dirigenti scolastici e gli insegnanti, al fine di individuare meglio le esigenze specifiche delle diverse realtà, discutere sull’andamento dei lavori e sui problemi che emergono, perseguire l’integrazione degli interventi educativi, la circolazione delle esperienze e l’informazione non solo fra le scuole ma anche nei confronti dei genitori e del territorio.

Le agenzie, gli enti o gli esperti chiamati ad operare nei laboratori delle diverse scuole, saranno invitati a giornate di confronto-studio con gli insegnanti e con il gruppo di lavoro del PIA per discutere sul tipo di didattica e di collaborazione che si attua nelle classi e nelle scuole.

1.2 Sostegno ad attività laboratoriali

Sarà mantenuto il sostegno didattico e il coordinamento dei laboratori attivati nel PIA 2000 attraverso riunioni periodiche con la presenza oltre che degli insegnanti, anche dei rappresentanti delle Associazioni che collaborano ai laboratori stessi.

Saranno avviate nuove esperienze pilota che si prefiggano:

Obiettivi e azioni Modalità di intervento

  1. maggiore integrazione fra le diverse agenzie che vi intervengono; - incontri di coordinamento tra operatori- attività di formazione di insegnanti e operatori delle Associazioni
  2. forme di innovazione curricolare e di continuità educativa in relazione all’attuazione dei nuovi cicli scolastici; - laboratori di formazione tra insegnanti di ordini di scuole contigui (media e superiori)- sostegno a progetti sperimentali
  3. attività di orientamento e ri-orientamento;percorsi formativi flessibili e individualizzati - indagine sulle esperienze e i servizi già esistenti, almeno in area provinciale - progettazione di un punto territoriale di informazione sulle possibilità di adempiere all’obbligo formativo, e di orientamento per le scelte individuali più consone.- formazione degli insegnanti per la progettazione e gestione di percorsi formativi flessibili intesi come modalità che favorisce processi di conoscenza di sé fin dalla prima infanzia.
  4. progetti di accoglienza per alunni di altre culture - formazione degli insegnanti- laboratori per l’elaborazione di curricoli che tengano conto della crescente presenza di alunni di culture diverse, a integrazione di interventi che nella zona vengono già realizzati per facilitare l’inserimento di alunni stranieri (Progetto “Oltre le parole” già operante da tempo).

1.3 Attività di formazione per gli insegnanti

Gli obiettivi generali a cui si ispirano tutte le proposte di formazione /aggiornamento sono gli stessi dell’anno precedente:

Tutte le proposte prevedono la costituzione di gruppi lavoro numericamente contenuti (non oltre le 20 unità) nel caso vi sia un'adesione superiore sarà presa in considerazione la possibilità di organizzare più moduli.

Alcuni corsi prevedono la divisione per fasce di età per permettere una trattazione dei contenuti e metodologie di lavoro più adeguate.

E' prevista la valutazione (attraverso discussione e questionari) delle proposte di aggiornamento da parte dei partecipanti sulla base dei seguenti criteri:

LA RELAZIONE EDUCATIVA NELLA SCUOLA: PERCORSI OPERATIVI

Finalità
Formare un gruppo di insegnanti con competenze specifiche in questo campo tali da fare da riferimento per altri colleghi su queste tematiche.
Approfondire le capacità professionali degli insegnanti in relazione alle modalità di coprogettazione per rispondere ai bisogni degli alunni.

Obiettivi
Comprendere le cause che possono determinare un insuccesso scolastico.
Elaborare percorsi metodologici operativi orientati alla soluzione dei problemi suddetti.

Destinatari
Insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado dell'area.

I DISTURBI DELL'APPRENDIMENTO

Il corso viene riproposto ad un nuovo gruppo di insegnanti.

Finalità
Favorire efficaci processi di insegnamento-apprendimento

Obiettivi
Acquisire consapevolezza dei diversi fattori che intervengono nei processi di apprendimento.
Migliorare la capacità di distinguere le cause che possono provocare problemi di apprendimento: cause di ordine cognitivo, educativo, psicologico, comunicativo/relazionale, socio-culturale.
Acquisire la capacità di usare alcuni strumenti per individuare specifici disturbi di apprendimento di ordine cognitivo.

Destinatari
Insegnanti delle scuole elementari e secondarie di I grado dell'area.

LA DIDATTICA LABORATORIALE

Finalità
Favorire processi di innovazione centrati sulla didattica laboratoriale.

Obiettivi
Individuare gli elementi essenziali di un'attività laboratoriale sia dal punto di vista organizzativo-gestionale che metodologico.
Conoscere e analizzare alcune esperienze significative di laboratori realizzate nelle scuole dell’area.

Destinatari
Insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado dell'area.

L'EDUCAZIONE INTERCULTURALE

Finalità
Favorire l'integrazione tra soggetti portatori di culture diverse.

Obiettivi
Assumere l'educazione interculturale come un principio educativo che ispira l'intero processo formativo e percorre trasversalmente le varie componenti del curricolo.
Acquisire consapevolezza dei meccanismi psicologici e sociali che determinano pregiudizi e atteggiamenti di discriminazione.
Favorire la conoscenza di altre culture e delle cause che determinano fenomeni di povertà, sottosviluppo, emigrazione.

Destinatari
Insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado dell'area.

DIDATTICA DEL TERRITORIO

Finalità
Qualificare il rapporto con l'ambiente (inteso come senso di appartenenza e riferimento per la propria identità personale).
Favorire processi di continuità e integrazione fra saperi.

Obiettivi
Favorire
- l'integrazione tra le discipline intese come strumenti di decodifica dell'ambiente;
- la formazione nello studente di un atteggiamento attivo e riflessivo nei confronti dei fatti e dei fenomeni sociali, storici, naturali del territorio;
- la consapevolezza delle complesse relazioni uomo-ambiente;

Destinatari
Insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado dell'area.

LABORATORIO TEATRALE

Finalità
Sperimentare, attraverso l’apprendimento dei meccanismi della comunicazione scenica, la valenza esistenziale della pratica teatrale.
Sperimentare e verificare il potenziale espressivo e relazionale del mezzo scenico e l’opportunità che esso offre di praticare un’esperienza conoscitiva attraverso la messa in gioco di sé.

Obiettivi
Apprendimento di una prima conoscenza “tecnica” dei meccanismi di base dell’evento teatrale attraverso un percorso conoscitivo pratico degli elementi che producono la comunicazione teatrale e dei codici che ne regolano la relazione.

Destinatari
Docenti delle scuole di ogni ordine e grado dell'area.

L'EDUCAZIONE SCIENTIFICA NELLA SCUOLA DI BASE

Proseguimento e approfondimento dell’attività già impostata lo scorso anno. Elaborazione di nuovi percorsi e produzione dei materiali didattici ad essi relativi.

Finalità
Predisporre un curricolo per l'insegnamento delle scienze in una ottica di continuità fra scuola materna ed elementare.

Obiettivi
Progettare e sperimentare esperienze didattiche relative all'insegnamento dei fenomeni scientifici.
Analizzare i risultati delle esperienze didattiche ed elaborare il curricolo.

Destinatari
Insegnanti delle scuole materne e d elementari ogni ordine e grado dell'area.

ORIENTAMENTO

Finalità
Comprendere quanto l’orientamento si debba inserire nel processo di crescita, come parte integrante del processo educativo.

Obiettivi
Acquisire la capacità di elaborare un curriculo centrato su alcune tematiche psicologiche (la conoscenza di sé, la comunicazione, le abilità sociali) che portino l’allievo ad acquisire una maggiore consapevolezza di sé, della propria personalità, delle proprie abilità:

Destinatari
Insegnanti di ogni ordine e grado dell'area.

DOCUMENTAZIONE E DIDATTICA

Finalità
Valorizzare la documentazione come modalità di organizzare il proprio lavoro e le proprie conoscenze e socializzarle.

Obiettivi
Comprendere il significato e gli scopi della documentazione.
Individuare e analizzare possibili metodologie di documentazione.
Utilizzare tecniche e strumenti di documentazione.
Produrre la documentazione di una esperienza didattica.
Conoscere i criteri di costruzione di un archivio didattico in modo da facilitare la ricerca di informazioni.

1.4 Interventi a sostegno e qualificazione del ruolo dei genitori

Proseguiranno le proposte di formazione rivolte ai genitori che si ispirano alle finalità e agli obiettivi già individuati nel precedente PIA cercando di favorire una maggiore conoscenza sulle tematiche de:

Obbligo formativo
con le stesse modalità di lavoro attivate.

1.5 Costruzione di una rete documentaria

I responsabili dei Centri Risorse e Servizi Educativi inizieranno a raccogliere e mettere in rete la documentazione prodotta dalle scuole relativa ai laboratori seguiti nell’anno 2000 e, attraverso anche la creazione di una pagina Web comune, diffonderanno nelle scuole la conoscenza delle esperienze più significative progettate dalle scuole, dei materiali elaborati nei laboratori didattici e dei contenuti delle attività formative rivolte a insegnanti e genitori in modo da favorire l’utilizzazione di tali materiali da parte di tutti gli insegnanti interessati, anche come stimolo alla diffusione di una cultura della documentazione.

Riteniamo necessario proporre alle scuole che parteciperanno al PIA giornate di studio o seminari di aggiornamento sui seguenti temi:

 


Centro di Documentazione Educativa del Comune di Bagno a Ripoli
via di Belmonte 38 - 50011 Ponte a Niccheri (FI) # tel. 055 64 58 79  -  055 64 58 81  -  fax  055 64 43 38
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